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Un frammento allungato di indochinite grezzo dalla zona di Maoming City, nel Guangdong. Tenuto fra le dita e attraversato dalla luce, il corpo scuro si accende sui bordi con riflessi giallo-verdi e bruniti che ne rivelano la natura vetrosa.
Di fronte, la superficie appare quasi nera e opaca, percorsa da solchi e piccole depressioni irregolari. È in controluce che il pezzo cambia: i margini più sottili lasciano passare un giallo intenso che vira al bruno dorato verso il centro, mentre il nucleo resta impenetrabile. La forma è schiacciata e affusolata, con un'estremità appuntita e bordi ondulati, mai tagliati.
L'aspetto corroso non è casuale. Le tektiti del campo australasiano, caduta compresa la Cina meridionale, sono rimaste a lungo nei sedimenti lateritici: acque acide e terreni umidi hanno inciso il vetro seguendo tensioni e disomogeneità interne, generando scanalature, fossette e creste. È una texture che si legge come una storia di sepoltura, distinta dalle sculture più profonde delle moldaviti boeme.
Maoming è una delle località classiche per l'indochinite in Cina, e i pezzi di formato contenuto come questo si prestano bene a una collezione comparativa di tektiti, dove contano forma, grado di corrosione e comportamento in trasparenza più della massa.
Indochinite 2,1g – Guangdong, Cina - IN109
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IN109
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