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Un piccolo frammento di indochinite grezzo da Maoming City, nel Guangdong, con profilo arrotondato leggermente lobato e superficie fittamente bitorzolata. Controluce i bordi sottili si accendono di giallo-verde ambrato, mentre il corpo centrale resta scuro e compatto.
Nella foto il pezzo è tenuto fra due dita e attraversato da una sorgente luminosa: proprio lì si legge la sua natura vetrosa. Il perimetro, dove lo spessore si assottiglia, diventa traslucido con toni di miele e verde oliva; verso il centro la massa si fa opaca, bruno scuro, quasi nera. La superficie appare punteggiata di piccoli rilievi tondeggianti e cavità poco profonde, tipici delle tektiti asiatiche corrose dal suolo.
Le indochiniti appartengono al campo di sparpagliamento australasiano, il più esteso conosciuto: vetri naturali nati dalla fusione di rocce terrestri proiettate in aria dall'impatto di un corpo extraterrestre e poi risolidificate in volo. I depositi cinesi del Guangdong, Maoming compresa, restituiscono materiale generalmente scuro e con superfici scolpite dall'erosione chimica, diverso per aspetto dalle tektiti verdi boeme.
Un formato contenuto come questo funziona bene in una collezione tematica sui vetri d'impatto, accanto a moldavite e ad altre tektiti, per confrontare colore, trasparenza e tipo di scultura superficiale. Nella tradizione dei cristalli le tektiti asiatiche sono considerate pietre legate al lavoro di radicamento, un aspetto che molti appassionati citano accanto all'interesse mineralogico.
Indochinite 1,7g – Guangdong, Cina - IN108
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IN108
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