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Un frammento di conchiglia conica ancora immerso nella roccia che l'ha conservata: questa ortocera grezza dalla Cava di Kosov mostra il guscio allungato in rilievo sul calcare, con i setti che attraversano la superficie come archi paralleli.
La forma dominante è un cono affusolato di tonalità grigio chiaro, appoggiato su una matrice più ocra e ruvida che ne occupa il fianco destro. Sulla superficie del guscio corrono linee curve incise, le tracce dei setti che dividevano le camere interne. I bordi sono irregolari, spezzati, con una piccola cavità passante nella parte laterale. Nessuna lucidatura: l'aspetto è quello opaco e polveroso della pietra appena estratta.
Le ortoceratidi erano cefalopodi con conchiglia rettilinea, parenti antichi di nautilus e ammoniti. Il guscio era diviso in camere collegate da un sifone, un sistema di galleggiamento che permetteva all'animale di muoversi nella colonna d'acqua. Sui fossili sono proprio quelle divisioni a rendersi leggibili in superficie, ed è la ragione per cui vengono spesso sezionati e lucidati.
La Cava di Kosov, nella Repubblica Ceca, è un riferimento classico per il Paleozoico boemo e restituisce ortoceratidi in matrice calcarea. Un'ortocera della cava di Kosov lasciata grezza conserva il rapporto tra fossile e roccia ospite, informazione che il taglio elimina.
Fossile di ortocera e cefalopode – Kosov Quarry, Repubblica Ceca - HL06
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HL06
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