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Un molare completo di orso delle caverne, con corona e due radici ancora unite: uno di quei resti fossili grezzo che si leggono a colpo d'occhio, perché la forma racconta subito la funzione. La superficie va dal crema al giallo miele, con chiazze brune di sedimento.
La corona mostra due gruppi di cuspidi rilevate, separate da un solco centrale, con smalto lucido e pieghe verticali ben marcate sui lati. Sui rilievi si notano piccole macchie scure puntiformi e qualche area levigata. Le radici, divergenti e affusolate, hanno un aspetto più opaco e poroso, percorso da microfratture e da una patina ocra che varia di tono lungo tutta la lunghezza.
L'Ursus spelaeus aveva molari larghi e a cuspidi arrotondate, adatti a una dieta in larga parte vegetale, molto diversi dai denti taglienti dei carnivori stretti. È proprio questa morfologia a rendere riconoscibili i suoi resti fossili nelle grotte europee.
I resti fossili Slovacchia provengono dai sistemi carsici dei Carpazi occidentali, dove gli orsi delle caverne svernavano e spesso morivano, accumulando ossa e denti nei depositi di grotta durante il Pleistocene. Lasciato grezzo, il pezzo conserva le tracce di sedimento originali.
Dente fossile di orso delle caverne (Ursus spelaeus) 3,8cm – Slovakia - ZME02
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ZME02
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