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Un dente di orso delle caverne che conserva intatta la corona smaltata: la superficie masticatoria è bianco avorio, con solchi netti e una linea di usura ben leggibile, mentre la radice vira all'ocra e al bruno miele tipico dei resti fossili grezzo recuperati dai depositi di grotta.
Lo smalto occupa la parte superiore del pezzo, con tonalità dal bianco latteo al crema e sottili fessure verticali che seguono la struttura originale. Sotto, il colletto segna un passaggio cromatico deciso verso il giallo ambrato della radice, percorsa da una frattura longitudinale e da una superficie ruvida, opaca, con incrostazioni sedimentarie chiare. Sul lato destro un margine spezzato lascia intravedere la sezione interna del dente.
I resti fossili slovacchia provengono in gran parte da sistemi carsici dove i sedimenti argillosi e ricchi di ossidi di ferro impregnano l'osso e la dentina nel corso della fossilizzazione. Lo smalto, molto più compatto, resiste a questa infiltrazione e resta chiaro: da qui il contrasto netto tra corona e radice che si osserva in questo esemplare.
In un dente di Ursus spelaeus si valutano l'integrità della corona, la leggibilità delle faccette di usura e la coesione della radice, spesso la parte più fragile. Qui la corona è completa e il pezzo si tiene comodamente tra le dita, adatto a una vetrina tematica sulla megafauna del Pleistocene europeo.
Dente fossile di orso delle caverne (Ursus spelaeus) 3,6cm – Slovakia - ZME09
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ZME09
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