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Un molare completo di orso delle caverne, con corona integra e due radici divergenti: tra i resti fossili grezzo più riconoscibili che un collezionista possa tenere in mano. La superficie masticatoria mostra ancora il disegno originale delle cuspidi.
La corona è chiara, quasi avorio, percorsa da sottili solchi verticali color ruggine che scendono dalle cuspidi verso il colletto. Le due radici, robuste e leggermente divergenti, virano su un giallo-ocra caldo con macchie brune e zone più scure verso le punte. Lo smalto conserva una lucentezza compatta, mentre la dentina delle radici ha una texture opaca e leggermente porosa, con qualche cavità e piccole scheggiature ai margini.
L'orso delle caverne era in gran parte erbivoro, e la sua dentatura lo dimostra: molari larghi, con superficie masticatoria complessa e cuspidi multiple adatte a triturare vegetali, molto diversi dai denti taglienti di un predatore stretto. È l'elemento anatomico che i paleontologi usano più spesso per distinguere Ursus spelaeus dalle specie affini.
I resti fossili slovacchia provengono in larga parte da sistemi carsici in cui gli orsi si rifugiavano per il letargo, accumulando ossa e denti nei sedimenti nel corso di decine di migliaia di anni. Il pezzo è lasciato grezzo, senza lucidature o interventi sulla superficie.
Dente fossile di orso delle caverne (Ursus spelaeus) 3,3cm – Slovakia - ZME13
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ZME13
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