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Un molare di orso delle caverne conservato integro con la sua radice: resti fossili grezzo del Pleistocene slovacco, dove le grotte carsiche hanno restituito per secoli ossa e denti di Ursus spelaeus. Corona smaltata avorio, radice bruna e striata.
La superficie masticatoria conserva il rilievo delle cuspidi, arrotondate e allineate lungo una cresta ondulata, con solchi sottili che scendono lungo lo smalto lucido. Il colore vira dall'avorio chiaro al giallo miele verso il colletto, dove una fascia più scura segna il passaggio alla dentina. Alcune linee brune attraversano lo smalto seguendo le pieghe naturali del dente.
La radice si allunga verso il basso con superficie opaca, percorsa da striature longitudinali e da una frattura naturale che ne interrompe il profilo. Le tonalità terrose vengono dai minerali del sedimento in cui il dente è rimasto sepolto: nelle grotte calcaree dell'Europa centrale le acque ricche di carbonati permeano l'osso lentamente, sostituendone la componente organica e fissando queste sfumature ocra.
I resti fossili slovacchia provengono dai sistemi ipogei dei Carpazi, dove gli orsi delle caverne si rifugiavano per il letargo. Molti non superavano l'inverno, e i loro resti si accumulavano sui pavimenti delle grotte. I denti, protetti dallo smalto, sono la parte che arriva a noi meglio conservata.
Dente fossile di orso delle caverne (Ursus spelaeus) 3,2cm – Slovakia - ZME17
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ZME17
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