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Questo bilitonite grezzo di Belitung arriva già presentato in scatola da collezione, con l'esemplare fissato su cuscinetto bianco. Il frammento è nero opaco, di forma irregolare e angolosa, con bordi spezzati e superficie ruvida percorsa da rilievi e piccole depressioni.
A Belitung il bilitonite è conosciuto come batu satam: i frammenti vengono recuperati nei depositi alluvionali e nelle sabbie sfruttate per l'estrazione dello stagno, spesso a diversi metri di profondità. È un materiale così legato all'identità locale che compare nella simbologia dell'isola. Il nome scientifico deriva direttamente da Billiton, la vecchia grafia coloniale di Belitung.
Come tutte le tektiti, la bilitonite dell'Indonesia nasce dalla fusione di rocce terrestri proiettate in aria dall'impatto di un corpo extraterrestre, poi raffreddate rapidamente in vetro naturale. Appartiene al vasto campo australasiatico, che si estende dall'Indocina all'Australia. Rispetto alla moldavite verde e traslucida, qui il vetro è nero e opaco, con la corrosione superficiale tipica dei frammenti rimasti a lungo nei sedimenti.
L'interesse di un pezzo come questo sta nella provenienza documentata e nella superficie: le scanalature e le cavità raccontano il dilavamento subito nel terreno. La scatola trasparente permette di osservare il frammento da più lati senza maneggiarlo, formato utile per chi costruisce una collezione comparata di tektiti.
Bilitonite "Batu Satam" in scatola – Belitung, Indonesia - BI070
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BI070
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