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Un nodulo nero arrotondato, quasi ovale, con superficie interamente scavata da cavità tondeggianti e solchi ramificati: questo bilitonite grezzo di Belitung mostra la corrosione tipica delle tektiti dell'area, rimaste a lungo sepolte nei sedimenti tropicali dell'isola.
Guardando il pezzo da vicino si distinguono due registri diversi: nella metà superiore le depressioni sono larghe e poco profonde, con margini lucidi che riflettono la luce; verso il basso i solchi si stringono in incisioni allungate e nervature parallele. Il colore è un nero pieno, che sui rilievi vira a un grigio catramoso per effetto del riflesso. Nessuna trasparenza percepibile, bordi arrotondati senza spigoli vivi.
Sull'isola di Belitung queste tektiti sono conosciute localmente come batu satam e vengono raccolte da generazioni, spesso emergendo dagli scavi legati all'estrazione dello stagno che ha segnato la storia economica dell'isola. Fanno parte del grande campo sparso australasiatico, generato dall'impatto di un corpo extraterrestre che proiettò vetro fuso su un'area vastissima del Sud-est asiatico.
In una bilitonite Indonesia il valore da collezione sta nella conservazione della scultura naturale: cavità nette, assenza di fratture recenti, forma complessiva riconoscibile. Questo esemplare mantiene il profilo compatto tipico dei noduli, con la texture leggibile su tutti i lati.
Bilitonite "Batu Satam" 9,7g – Belitung, Indonesia - BI136
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BI136
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