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Piccolo frammento di bilitonite grezzo dall'isola di Belitung, dal profilo irregolare e frastagliato: il nero lucido della superficie si accende di riflessi grigio-argentei sui rilievi, mentre le cavità restano profonde e assorbenti, quasi prive di luce.
Il pezzo ha una forma vagamente triangolare, con bordi seghettati e una piccola protuberanza nella parte inferiore. La texture alterna incavi arrotondati a creste sottili, prodotto dell'erosione chimica del terreno tropicale che nei decenni ha inciso il vetro, scavando le zone più vulnerabili e lasciando in rilievo le altre. Alla luce diretta il materiale appare completamente opaco, con lucentezza vetrosa concentrata sulle superfici curve.
Sull'isola indonesiana di Belitung questi vetri naturali sono conosciuti come Batu Satam e sono legati alla storia locale dell'estrazione dello stagno: emergevano dagli scavi minerari insieme ai depositi alluvionali. La bilitonite appartiene al grande campo sparso di tektiti australasiatiche, formatesi dalla fusione istantanea di rocce terrestri in seguito a un impatto e poi ricadute a distanza dal punto di origine.
In una raccolta di tektiti la bilitonite indonesiana occupa un posto preciso: stessa origine da impatto della moldavite, ma aspetto opposto, nero e opaco anziché verde e translucido. Un esemplare piccolo come questo, con la scultura superficiale ben leggibile, funziona bene come termine di confronto accanto ad altri vetri da impatto.
Bilitonite "Batu Satam" 1,8g – Belitung, Indonesia - BI078
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BI078
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