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Un frammento di bilitonite grezzo dal profilo vagamente triangolare, nero opaco con riflessi grigio-antracite dove la luce scivola sui rilievi. La superficie è tutta scavata: incavi tondeggianti, solchi paralleli e una cavità profonda al centro che buca la massa vetrosa.
Le tektiti indonesiane devono il loro aspetto a un doppio passaggio: prima la fusione e il raffreddamento rapido del vetro naturale, poi milioni di anni di dilavamento nei suoli tropicali. Gli acidi del terreno attaccano il vetro nei punti più deboli, allargando bolle interne e incidendo scanalature. In questo esemplare si distinguono bene entrambe le tessiture: le fossette circolari da bolle aperte e le strie allungate lungo un fianco.
A Belitung la bilitonite è conosciuta localmente come batu satam ed è legata alla storia mineraria dell'isola: i pezzi venivano recuperati durante lo scavo dei depositi alluvionali di stagno. La bilitonite Indonesia appartiene al campo sparso delle australasiti, generato da un unico impatto le cui tektiti si ritrovano dall'Indocina all'Australia.
In una bilitonite Belitung di piccolo formato contano la profondità della scultura superficiale e l'integrità dei bordi, qui frastagliati ma continui. Un pezzo maneggevole, adatto a chi costruisce una collezione comparata di tektiti per area geografica.
Bilitonite "Batu Satam" 1,7g – Belitung, Indonesia - BI086
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BI086
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