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Questo pendente in occhio di tigre nasce da una goccia levigata a mano, con profilo arrotondato e superficie continua senza spigoli. Il colore va dal bruno rossastro caldo delle zone alte al bruno molto scuro, quasi nero, verso il bordo inferiore.
L'occhio di tigre del Sudafrica deve la sua struttura fibrosa alla sostituzione di anfiboli asbestiformi da parte del quarzo: sono quelle fibre parallele a produrre il riflesso mobile. Nella varietà bruno-rossastra il ferro presente nel materiale ha assunto tonalità più calde, mentre la versione classica resta sul giallo-oro. In questo esemplare il passaggio fra le due dominanti si legge come una fascia più chiara che attraversa la parte centrale.
Il chatoyance non si vede su una superficie piana: serve una curvatura che concentri la luce lungo una linea. Per questo l'occhio di tigre viene lavorato a cabochon e levigato fino a lucido specchio, come qui, dove il riflesso si sposta ruotando il pezzo. La montatura in argento è ridotta a un semplice cappuccio superiore, scelta che lascia la pietra visibile su tutti i lati.
L'occhio di tigre è tra le pietre più diffuse fra chi si interessa di litoterapia, dove la varietà rossa viene tradizionalmente associata a radicamento e determinazione. Si tratta di attribuzioni culturali, prive di riscontro scientifico, che spiegano però la richiesta costante di questo materiale come pendente da indossare quotidianamente.
Ciondolo in occhio di tigre rosso argento - SP/TO25
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SP/TO25
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