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Un cabochon ovale di ametista in cui il viola non è mai uniforme: si addensa in una banda intensa al centro, sfuma verso il chiaro e cede il passo, nella parte bassa, a una fascia bianca lattiginosa dal profilo angolare.
La caratteristica più evidente sono le zonature a V, ripetute lungo il corpo della pietra: linee bianche e violette che si incontrano formando angoli netti, come punte sovrapposte. Sono il riflesso delle facce di crescita del cristallo originario, dove strati ricchi di ferro colorato si sono alternati a quarzo bianco. Il taglio in cabochon, appoggiato sul piano giusto, mette in mostra proprio quella sequenza invece di nasconderla.
L'ametista namibiana proviene da vene e cavità nelle rocce del sud-ovest africano, dove la crescita a strati produce spesso questi contrasti tra quarzo bianco e viola profondo. Il pezzo mostra velature interne, fratture chiare e zone semitrasparenti che lasciano passare la luce: caratteri normali in un materiale zonale, dove l'interesse sta nel disegno più che nella limpidezza.
La superficie è lucidata a specchio, con riflessi netti sulla cupola e bordi arrotondati che seguono l'ovale allungato. Il retro piatto rende il cabochon adatto a un incastonatura a montatura chiusa, oppure alla conservazione in vassoio da collezione. Nella tradizione dei cristalli l'ametista è tra le pietre più utilizzate in meditazione.
Cabochon di ametista zonale – Namibia - ZAK13
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ZAK13
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