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Un bastoncello allungato e nerissimo, stretto e appena arcuato, con la superficie scavata da una fitta trama di cavità tondeggianti e solchi paralleli: questa vietnamite grezza mostra in modo diretto come l'erosione lavora la pelle di una tektite.
I corpi allungati come questo nascono da gocce di fuso stirate durante il volo balistico, prima che il vetro si irrigidisca. Qui l'asse lungo è evidente, con un'estremità più squadrata e l'altra che si assottiglia in punta. I bordi non sono taglienti ma smussati, arrotondati dal trasporto e dal lungo contatto con il suolo.
Le coppelle rotonde e i canali che percorrono il corpo non sono bolle interne: sono il risultato della corrosione chimica del vetro da parte delle acque del terreno, che attaccano il materiale in modo disomogeneo. Nel campo di sparso indocinese questa scultura naturale è il tratto più cercato dai collezionisti, perché racconta la storia post-deposizionale del pezzo.
La vietnamite del Vietnam appartiene alle australasiti, il campo di tektiti più esteso e più recente conosciuto. Il materiale di Huyen Song Hinh, nella provincia di Phu Yen, è opaco e completamente nero alla luce riflessa, molto diverso dal verde traslucido delle moldaviti boeme con cui viene spesso confrontato.
Vietnamite – 17,1g – Huyen Song Hinh – Phu Yen, Vietnam - VI059
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VI059
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