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Un ciottolo di vetro libico grezzo dal profilo a goccia arrotondata, giallo miele chiaro con zone quasi incolori verso i bordi. La superficie è satinata, percorsa da piccole cavità e da un fine reticolo di segni lasciati dal vento del deserto.
Guardando il pezzo in controluce si notano due registri diversi: aree lisce e traslucide, dove la massa vetrosa lascia passare la luce con un tono dorato caldo, e zone più opache e bianchicce, quasi lattiginose. I bordi sono tutti smussati, senza spigoli vivi: è l'effetto dell'abrasione eolica, la sabbia sospesa che per millenni ha eroso il vetro esposto nella hamada.
Il vetro libico eastern sahara si è formato dalla fusione delle sabbie silicee del Grande Mare di Sabbia, in un evento di impatto avvenuto ai confini fra Libia ed Egitto. Il contenuto di silice è fra i più alti fra le tektiti conosciute, e questo spiega la trasparenza gialla tipica del materiale, molto diversa dal verde scuro delle moldaviti o dal nero delle indochiniti.
In un esemplare grezzo di vetro libico libia contano la naturalezza della superficie, la presenza di micro-cavità originali e la gradazione del colore. Le piccole depressioni e le inclusioni scure visibili sotto la superficie sono tratti tipici del materiale naturale, non difetti: sono ciò che distingue un ciottolo del deserto da un frammento lavorato.
Vetro del deserto libico - 7,4g - LPS145
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LPS145
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