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Un blocco di vetro libico grezzo che riempie il palmo della mano: forma vagamente triangolare, spessa, con una faccia principale ampia e leggermente convessa. Il colore è un giallo verdastro miele, più saturo al centro e schiarito verso i bordi.
Tutta la faccia visibile è percorsa da rilievi tondeggianti e cavità poco profonde, un modellato che ricorda una schiuma solidificata e poi corrosa. È il risultato della lunga esposizione al vento e alla sabbia del deserto: le sporgenze appaiono smussate e opache, mentre nelle depressioni la materia resta più lucida e traslucida. I bordi sono irregolari, con spigoli vivi alternati a fratture arrotondate che lasciano passare la luce.
Il vetro libico eastern sahara appartiene alle tektiti: silice quasi pura fusa da un evento a energia altissima e poi sparsa sulla piana sabbiosa tra Libia ed Egitto, dove i frammenti sono rimasti in superficie per milioni di anni. La trasparenza gialla e la povertà di elementi metallici lo distinguono dalle tektiti scure come la moldavite.
Su un vetro libico libia di questa taglia contano la continuità della massa, il grado di trasparenza controluce e la leggibilità delle strutture di flusso interne. Un pezzo che si tiene con una mano sola, con una faccia larga da orientare verso la luce, funziona bene come esemplare da esposizione.
Vetro del deserto libico 367g - LPS156
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LPS156
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