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Un blocco allungato di vetro libico grezzo, dal giallo miele nella metà inferiore a un beige quasi incolore verso l'alto. La superficie è irregolare, percorsa da avvallamenti e rilievi arrotondati, con bordi frastagliati e nessuna faccia piana.
Il corpo è traslucido: contro la luce lascia passare un bagliore dorato, mentre in zone più opache si intravedono velature lattiginose e minuscole bolle. Le cavità superficiali non sono fratture da rottura ma il risultato di milioni di anni di corrasione eolica nel deserto, dove la sabbia trasportata dal vento ha smussato gli spigoli e scavato conche poco profonde. Il profilo leggermente incurvato su un lato dà al pezzo un aspetto quasi scultoreo.
Il vetro libico dell'Eastern Sahara è una tektite di silice quasi pura, sparsa in un campo di frammenti al confine tra Libia ed Egitto. La sua origine è legata a un evento di impatto avvenuto nel deserto, con temperature sufficienti a fondere le sabbie locali. Il vetro libico della Libia era già utilizzato in antichità: uno scarabeo del pettorale di Tutankhamon è intagliato in questo stesso materiale.
Un esemplare grezzo di questa taglia si presta a stare in mano e a essere osservato in controluce, dove il colore cambia sensibilmente. Nella tradizione dei cristalli il vetro libico viene accostato alla moldavite come tektite legata all'energia solare, ma resta prima di tutto un pezzo da collezione.
Vetro del deserto libico 27,8g - LPS202
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LPS202
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