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Placca allungata di vetro libico grezzo dal giallo verdastro tenue, quasi color paglia, con trasparenza diffusa che si accende in controluce. La superficie è interamente coperta da bolle e rilievi arrotondati, tipici del materiale rimasto per millenni esposto alla sabbia del deserto.
Il fronte è un tappeto di cupole e depressioni levigate, con zone più opache e biancastre che alternano a tratti quasi vitrei. I bordi sono irregolari, a tratti smerlati, con piccoli spigoli residui che rivelano la frattura naturale del vetro. Due minuscoli punti scuri interrompono il campo chiaro, mentre nella massa si intuiscono velature lattiginose e schlieren, le striature di flusso che raccontano una fusione ad altissima temperatura.
Il vetro libico proviene dal Great Sand Sea, tra il confine libico ed egiziano: la sua origine è legata a un evento di impatto che fuse le sabbie silicee del deserto, dando un materiale con contenuto di silice eccezionalmente alto. Da qui la limpidezza e le tinte giallo-verdi che lo distinguono dalle altre tektiti, moldavite compresa.
Nel grezzo si legge tutto ciò che il taglio cancella: la corrosione eolica, il profilo a lama modellato dal trasporto, le bolle intrappolate. Un esemplare di vetro libico Eastern Sahara così conservato racconta la propria storia meglio di qualsiasi pietra sfaccettata, e resta comodo da tenere in mano.
Vetro del deserto libico 24,1g - LPS191
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LPS191
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